domenica 3 febbraio 2013

Il futuro


Io quando giro per strada o accendo la televisione o leggo un libro o il giornale mica ci penso che quell’istante lì sto vivendo un potenziale momento che domani sarà storia.
E quando quel pomeriggio di marzo del 1977, una domenica, si giocava il derby Genoa-Sampdoria e io allora avevo quindici anni e facevo il venditore di cuscini allo stadio e per quel motivo, la partita, poi la vedevo in tribuna, nella parte semivuota verso gli angoli del campo, ma essendo il derby c’era un sacco di gente anche lì, per cui l’ho vista in tribuna ma in piedi sullo schienale dell’ultima panca di legno, con la mano appoggiata al muro dietro di me per non cadere. Quando Pruzzo ha fatto quel gol di testa che ancora ce l’ho in mente, io in quel momento ero felice ma allo stesso tempo ero parte di un momento storico.
Tanto che oggi, quando mi capita di rivedere i filmati in bianco e nero di quel gol, quando la telecamera gira verso quel lato della tribuna, mi viene da pensare che in mezzo a quella massa di teste, c’era anche la mia e in quel momento avevo molti pensieri. Pensavo che ero scomodo in quella posizione, obliquo con tutto il peso del corpo sul braccio destro e il collo che doveva allungarsi per vedere il campo; e pensavo che avevo venduto molti cuscini e quella sera mi sarei portato a casa qualche lira in più e soprattutto, quando la palla è entrata, era solo un gol, non quel gol
Con il passato e il presente a un certo punto cominci a fare i conti. Siamo un po’ tutti distratti e siamo tutti un po’ troppo concentrati a vivere il quotidiano che neppure ci pensiamo, per lungo tempo, a questa cosa del presente e del passato. Preferiamo dire che siamo proiettati al futuro. Ma cosa significa? A me sembra sia come se uno nascesse e dopo un minuto ragionasse sul giorno della sua morte. Il futuro a cercarlo così intensamente, non porta nulla di buono.
Il futuro non serve cercarlo. E’ una grande bugia che ci ficcano nella testa per ammazzarci prima del tempo e renderci silenziosi e ubbidienti. C’è solo quel presente, quel gesto, quel preciso momento, che come il gol di Pruzzo, ci penserà autonomamente a collocarsi nel futuro non prima di essere diventato passato nella mente di tutti. Anche di Pruzzo.
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4 commenti:

  1. Bello Il futuro è una grande bugia che ci ficcano nella testa...e com'è vero!
    buona giornata Paolo, qui ed ora!

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  2. Bello Il futuro è una grande bugia che ci ficcano nella testa...e com'è vero!
    buona giornata Paolo, qui ed ora!

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  3. Mi piace molto questa cosa che i momenti "storici" quando ci sei non lo sai quasi mai che sono momenti storici, lo capisci solo dopo. A me ha fatto venire in mente quando avevo 11 anni e ho visto in tv cadere il muro di Berlino, che è una cosa che è un po' che ci voglio scrivere sopra. E poi il futuro, si, che non esiste. Probabilmente esiste in termini "maneggiabili" solo quando è diventato passato, che allora, andando ancora più nel passato, puoi pensare che quel momento lì, che è un po' meno passato, prima era il tuo futuro.
    Scritto molto bene, ti faccio solo un appunto, nel secondo paragrafo tra la virgola dopo "domenica" e il punto e virgola dopo "cadere" secondo me ci devi mettere un po' di punteggiatura, che io ho rischiato di finire l'aria nei polmoni leggendolo.

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    1. ...hai ragione sulla punteggiatura...era un afflato noriano...oops..correggerò!

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