Polinomi Fantastici - La sorte
Sarà stata l’ebbrezza o la felicità opprimente della festa.Sarà stata l’estate calda e stanca che non vedevo l’ora che finisse.
Sarà stata la mia disperazione, un febbrile senso di vuoto, da astinenza profonda, come quella che potrebbe provare Rocco Siffredi intrappolato in un convento di clarisse. Non lo so.
Fatto sta che l’ho fatto, così, senza riflettere. E' stato un attimo, una scheggia di follia.
Quando ho visto che stava andando via mi sono alzato, mi sono pulito la bocca col tovagliolo, ho preso la bottiglia di birra ormai quasi vuota e l’ho raggiunta.
Eravamo solo io e lei, sotto le stelle, lungo la stradina che scendeva alla spiaggia.
Allora ho frantumato la bottiglia contro l’angolo di un muretto e, puntandole contro il coccio, le ho detto: “Dimmi come ti chiami. Dimmi il nome della donna che sarà mia!”
Mi ha guardato negli occhi.
Era sorpresa. Non spaventata, sorpresa.
Ha risposto: “commissario Samanta Cattoi”
Nessun commento:
Posta un commento